“ IL MARE, IL CIBO E POESIA – GENOVA, SLOW FISH “
“Il mare bene comune” è il tema della nona edizione di Slow Fish a Genova, l’evento internazionale dedicato al pesce e alle risorse del mare organizzato da Slow Food: si è svolto con grande successo lo scorso maggio nelle date dal 9 al 12 ed ha visto un folto pubblico proveniente da ogni parte d'Italia e all’estero.
Nel cuore della città, presso il Porto antico e Piazza Caricamento, i tantissimi visitatori hanno degustato i tanti prodotti di cibi marini, pesce, ostriche, ma anche focacce, vini e tanto ancora.
L'obiettivo della manifestazione è quello di sensibilizzare il pubblico-consumatore, aiutandolo a conoscere i tanti prodotti legati al mondo della pesca marina e i tanti sforzi e sacrifici dei nobili pescatori che grazie al loro duro lavoro portano sulle nostre tavole i prodotti del mare, il nostro universale “Grande Fratello Blu”.
L'evento è organizzato dalla Regione Liguria con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari Forestali e del Turismo, e del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio.
Possiamo dire che è un vero luna park dei cibi marini e non solo, per i buongustai che possono anche acquistare sali, erbe, olio d'oliva, spezie e tanto ancora: si possono degustare focacce liguri, pizze, piatti tipici della cucina nostrana accompagnati da ottimi vini e birre.
Inoltre, chi lo desidera, può anche fare un tour su Genova, in una giornata o più giorni: si possono visitare i vicoli e le piazze da cui pare sentirsi il profumo di una storia e di una tradizione che vuole i Genovesi abili marinai e astuti mercanti nel Mediterraneo.
Da non perdere il centro storico della città, racchiuso nel tratto delle cosiddette Strade Nuove (via Garibaldi, via Cairoli e via Balbi), dove sorgono i palazzi dei Rolli, sito incluso nel Patrimonio dell’Umanità Unesco.
Sono moltissimi i palazzi che hanno reso famosa Genova in tutto il mondo: da Palazzo San Giorgio, completamente affrescato, al Palazzo della Nuova Borsa nella principale Piazza De Ferrari, senza dimenticare il Palazzo Ducale, uno dei più antichi, oggi sede di importanti mostre ed esibizioni artistico-culturali.
Caratteristica la zona dei vicoli vicina al Porto Antico con architetture miste, le chiese romaniche, i palazzi di gusto classico e neoclassico; da non perdere la cattedrale di San Lorenzo, costruita tra il 1100 e la fine del XIV secolo, che presenta elementi gotici e romanici.
Molto interessante da visitare il complesso di San Giovanni di Prè, conosciuto come la “Commenda di San Giovanni di Prè”: è un edificio di culto cattolico sito in piazza della Commenda, nel quartiere di Prè, nei pressi della stazione ferroviaria di Genova Principe.
Un ringraziamento particolare a Mare Mosso, di Casarza Ligure(GE), Pasticceria Sala Ausilia, Itala Marina (ME), Euromar di San Benedetto del Tronto (AP), all’azienda Norvegese NJARDAR AS, con i gustosi prodotti ittici, e poi Cancello, prodotti tipici Calabresi.
In conclusione un ringraziamento a tutti gli organizzatori di questa manifestazione e all'ufficio stampa di Slow Food; arrivederci alla prossima.
Gaetano Malangone.
Torino 29 marzo 2019, terzo millennio: ho il piacere di incontrare il Dott. Massimo Taramasco, che gentilmente si presta a raccontare il suo punto di vista sul tempo e la tematica della quantistica.
La prima domanda che gli porgo è: “Si può tornare indietro nel tempo?” Questo quesito affascina molti di noi che popoliamo questo pianeta, dai ricercatori agli scienziati, e la gente comune che almeno una volta nella vita avrà pensato a come spostarsi nel tempo: lei che mi dice in proposito?
Dott: la risposta secondo me è sì. L’argomento è vasto, si potrebbe parlare per ore; io ritengo che noi in realtà siamo già viaggiatori nel tempo, almeno nel senso intropico ovvero quando ci spostiamo nel corpo fisico agiamo nel tempo e pertanto ci spostiamo modificandolo.
Il problema è che siamo abituati a pensare ad un tempo lineare, quindi in una sola direzione, mentre nella quantistica il tempo è anche circolare, in più direzioni, quindi dobbiamo immaginare uno spazio tempo circolare nel quale noi possiamo spostarci ed attraversare diverse dimensioni. Per fare un esempio: quando noi ci spostiamo fisicamente per un viaggio, ad esempio da Savona a Torino, noi stiamo attraversando il tempo nel suo spazio, per dirla in modo più chiaro il nostro passato è Savona, il futuro sarà Torino, nel mezzo c’è l’eterno tempo presente.
Dobbiamo abituarci a pensare nel modo temporale e spaziale del tempo, per essere più chiari il nostro corpo fisico può ripercorrere a ritroso il tempo-spazio nel senso che possiamo rifare il percorso all' indietro, Torino -Savona, mentre nel tempo non possiamo tornare indietro, questo per un limite che abbiamo nella nostra mente in un concetto di multiuniverso.
Da tenere sempre presente che la nostra mente ha delle potenzialità infinite, il problema di fondo è che noi siamo abituati a pensare in modo fisico, pertanto ci ricordiamo il passato, ma non riusciamo a ricordare il futuro; questo significa che il nostro corpo fisico non può spostarsi all'indietro, mentre la nostra mente lo può fare ,ad esempio nei sogni: i sogni premonitori sono un esperienza che molti di noi hanno avuto, questo grazie alle potenzialità della nostra mente che ha fatto un viaggio nel tempo nel futuro.
Questo è molto affascinante, il fatto di pensare che si è viaggiatori temporali spaziali.
Il Dott. Taramasco mi fa notare che è la nostra coscienza a sperimentare, quindi a fare un’esperienza piuttosto che un’altra, ma in realtà, in un concetto di multiuniverso, esistono infinite possibilità da esplorare, un po’ come dire che io entro in un mega supermercato con tantissimi prodotti a disposizione, ma ne sperimento solo pochi.
La teoria quantistica del tempo e dei tanti universi paralleli... ovvero esistono universi dove ad esempio, un mondo in cui il Terzo Reich è uscito vincitore dalla seconda guerra mondiale, e un altro in cui Hitler è uno sconosciuto pittore, oppure un artista di talento.
Oppure dove vede Napoleone che ha vinto a Waterloo, vedi la teoria della pluralità di universi paralleli, al punto che ogni decisione che prendiamo ne influenza un’altra.
Il Dott. Taramasco mi parla dei Tacchiomi, che sono delle particelle di atomi che attraversano il tempo con la caratteristica di essere molto più veloci della luce, un’ipotetica particella avente una massa immaginaria superiore alla velocità della luce, come dire che provengono da un futuro non ben definito.
Secondo il Dott. Taramasco in futuro sarà possibile effettuare viaggi nel tempo anche in modo corporale quindi spostarsi nel tempo in altre dimensioni, spazi ed epoche.
Quindi in ogni momento possiamo condividere infinite possibilità di esplorare, attraverso la nostra coscienza, il ritorno indietro nel tempo.
Basti pensare ad esempio alle tante volte che crediamo di aver perso un oggetto, ad esempio le chiavi di casa, mentre poi lo ritroviamo spostato in altro luogo.
Il Dott. Taramasco mi fa notare che secondo lui si arriverà in un prossimo futuro a poter viaggiare nel tempo anche in modo fisico, o quanto meno spostarsi nello spazio tempo-spazio con delle tecnologie e delle particelle sub atomiche, chiamate Tachiomi, particelle che hanno superato la velocità della luce, e che in realtà si manifestano come se provenissero dal futuro.
Per il momento è la nostra coscienza che osserva e non smette mai di osservare e pertanto fa sempre una scelta.
Quindi, dal momento che il passato, il presente ed il futuro non esistono, ma vi è solo un eterno presente, come poter applicare tutto questo alla vita pratica di tutti i giorni?
Il Dottore mi fa notare che noi, nella nostra società, nel vivere quotidiano, non possiamo sottrarci alla vita di tutti i giorni, ad esempio pagare le bollette, fare la spesa, le regole della società e tanto ancora.
Però il fatto di capire questo meccanismo e poterlo sperimentare ci aiuta ad influenzare in modo positivo i nostri pensieri ed azioni, e pertanto migliorare lo spazio dove viviamo (vedi concetto di universo olografico).
Quindi per cambiare l'esterno dobbiamo cambiare l'interno, noi stessi, il nostro stato d'animo, quindi essere positivi, curiosi di sperimentare l'universo quantico, cambiare il nostro stato interiore e il modo di pensare.
Questo ci aiuta a vedere meglio il mondo che ci circonda, come dire che abbiamo una lente d'ingrandimento molto più potente con la quale osservare e migliorare le cose.
Per giungere ad una conclusione, il consiglio è: seguire i nostri sogni, cercando di realizzarli seguendo la giusta direzione che il nostro istinto, pensieri e cuore ci mostrano, ma fare molta attenzione a non trasformare il sogno in bisogno, diversamente si rischia di ottenere l'effetto contrario, ed il rischio è che ci limitiamo le infinite possibilità che la vita e l'universo ci offrono, e non solo, ma dobbiamo imparare che dentro di noi c’è sempre una parte che si nutre di emozioni, la nostra sfera emotiva, e pertanto dobbiamo rispettarla e cercare il giusto equilibro in noi, coltivando passioni, hobby, interessi, essere curiosi, insomma esercitare la mente ed avere sempre nuovi stimoli ed emozioni positive per vivere al meglio la nostra vita.
Un altro esempio che ci porta il Dottore è quello di cercare di stimolare l'intelligenza, interagendo con le persone, insomma essere aperti e positivi.
Un altro argomento molto interessante è quello di gestire i nostri sogni ed in qualche forma acchiapparli, ovvero prenderli e renderli il più reali possibile, certo è un argomento vasto ed antico, che riguarda sia il mondo animale che quello dell'essere umano, pertanto sarà trattato in punta di piedi e con il massimo rispetto di tutti.
La domanda è: come possiamo farlo? In che modo e in che forma? Il Dottore mi spiega che i nostri sogni sono il prodotto del nostro mondo onirico che è una realtà, ovvero quando sogniamo diventa una realtà come può esserlo nella vita cosciente, pertanto il sogno in molti casi oltre ad esserci utile può anche essere rigenerativo, e farlo in modo utile ci può aiutare nella vita quotidiana; faccio un esempio pratico: se io sogno di essere su una barca a vela in una bellissima giornata, con un mare limpido ed un cielo azzurro, al mio risveglio tutto questo mi aiuterà ad affrontare in modo positivo la mia giornata, però devo saper gestire al meglio le emozioni.
Descrivo la tecnica su come agire e poi modificare i nostri sogni: prima di andare a dormire possiamo mettere una sveglia leggera e ripetuta ogni due o tre ore, in modo da svegliarsi ed essere consapevoli di sognare, acquisendo la consapevolezza che si sta sognando, questo ci aiuta a gestire meglio il sogno che stiamo elaborando e poi modificarlo, trasformalo ecc... premetto che non è una cosa facile, ci vuole volontà ed una buona passione per questo argomento così misterioso ed affascinante, fin dalla notte dei tempi.
Per i lettori appassionati di questo tema, si consiglia di vistare il canale del Dott. Massimo Taramasco, che sarà lieto di rispondere a tutte le domande; l'argomento è vasto ed universale, ci sono anche i sogni premonitori ossia immagini e situazioni vissute nel nostro mondo onirico che talvolta si ripresentano in quello reale, con modalità identiche o simili. Rimandiamo i lettori, per approfondimenti, al sito del Dott. Taramasco.
Quindi per concludere possiamo dire che il mondo Quantico è un vasto universo dal quale possiamo trarre molti vantaggi e fare esperienze che neppure immaginiamo, ma dobbiamo esercitarci, avere una buona apertura mentale, credere che c’è anche quello che non vediamo, come dice il Dottore dobbiamo gestire la nostra mente, “diversamente il concetto sarebbe come dire che siamo in casa nostra ma comanda qualcun altro”.
Prendere quindi coscienza Quantica, per vivere al meglio le nostre potenzialità mentali; le variabili sono infinite, un po’ la base del libero arbitrio, si ha sempre una scelta.
Mi congedo al termine della nostra intervista, ringraziando Massimo Taramasco per la sua gentilezza e competenza in questa materia molto affascinante ed universale, per ogni contatto ed informazioni si può scrivere a: centrostudicomunicazione@yahoo.it ,si ringrazia inoltre il centro educatorio della Provvidenza della Crocetta di Torino,per la sua ospitalità, una buona lettura e riflessione a tutti.
Gaetano Malangone.
Mostra “Preraffaelliti, amore e desiderio” – Palazzo Reale, Milano, 19 giugno-6 ottobre 2019
Interessantissima ed affascinante la mostra “Preraffaelliti, amore e desiderio” che a Palazzo Reale di Milano propone una ottantina di opere provenienti, eccezionalmente, dalla Tate di Londra.
Siamo nella Inghilterra vittoriana, a metà dell’Ottocento: è un periodo che vede, in tutta Europa, affacciarsi rivoluzioni sociali e politiche, moti patriottici e ricerca di alternative alle convenzioni. In questo contesto, è a Londra, la città che si sta modernizzando più velocemente ponendosi all’avanguardia della rivoluzione industriale, che un eterogeneo gruppo di 7 giovani, tutti, tranne uno, studenti delle Royal Academy Schools, costituisce nel 1848 la “Confraternita dei Preraffaelliti”, proprio con l’intento di opporsi agli affermati dettami convenzionali ed accademici della stessa Royal Academy. Inizialmente sono solo 3, Dante Gabriel Rossetti, William Holman Hunt e John Everett Millais, ai quali se ne aggiungono ben presto altri quattro, anch’essi mossi dal medesimo spirito “rivoluzionario” che vuole affermare un nuovo realismo, nuove tematiche, nuovi valori. Il numero degli aderenti agli ideali della Confraternita successivamente si amplia, tanto che in mostra a Milano gli autori sono, in tutto, ben diciotto, per ciascuno dei quali è disponibile una sintetica ma esauriente biografia nella prima sala della mostra.
Nel nome che si scelgono c’è già il loro “manifesto programmatico”: la confraternita richiama sia le corporazioni medievali sia i moderni movimenti operai che ad esse si ispirano, con una connotazione quasi di società segreta, tanto che ai primordi affermano la loro appartenenza al gruppo solo con la enigmatica sigla PRB (Pre-Raphaelite Brotherhood) a firma dei loro quadri, svelata successivamente nel suo significato; il termine “preraffaelliti” afferma in modo esplicito il loro rivoluzionario atteggiamento antagonista nei confronti di quella pittura tesa solo al bello formale e distante dalla verità, di cui individuano il primo grande esponente in Raffaello, considerandolo il primo artefice dell’accademismo.
Le loro tematiche, apparentemente in contrasto con il loro spirito di rinnovamento, attingono dalla letteratura, con grande predilezione per quella italiana, dagli antichi miti, dalla Bibbia, dai cicli cavallereschi, traducendo in espressioni pittoriche del tutto nuove personaggi e storie tradizionali e creando così quel loro tratto caratteristico ed unico che qualcuno ha definito “medievale modernità”. Incontriamo ad esempio Dante, con i suoi Paolo e Francesca e la sua Beatrice, Claudio e Isabella e l’Ofelia di Shakespeare, Gesù fanciullo e Gesù adulto, cavalieri nelle loro armature, santi, regine e principesse. I modelli che posano per loro sono amici, parenti, conoscenti, e vanno a comporre strutture pittoriche che richiamano i nostri grandi, come Veronese, Botticelli, Antonello da Messina, Canaletto, Mantegna. Ma al tempo stesso molto presenti sono i temi a loro contemporanei: il lavoro, le difficoltà delle classi più umili, l’attenzione ai temi sociali, l’emigrazione, la condizione delle donne.
Sono giovani che vogliono rinnovare l’arte ed anche i loro stili di vita sono “di rottura”; la loro espressione pittorica è tesa principalmente alla verità, tanto che saranno i primi a dipingere dal vero, fuori dagli studi, “en plain air” (anticipando gli impressionisti), favoriti in questo proprio dalla comparsa di nuovi prodotti offerti dalla modernizzazione industriale: i pigmenti sono ora in tubetti di stagno, comodamente trasportabili e quindi utilizzabili ovunque; i colori, per ottenere più brillantezza e luminosità, sono spesso stesi su un fondo bianco, ottenendo così un effetto cromatico che si contrappone radicalmente al tradizionale uso di colori “fangosi”, come loro li definiscono; la loro osservazione della natura e della realtà è quasi maniacale e produce un effetto pressoché fotografico in molte delle loro opere. Pensiamo solo che Hunt chiese e riuscì ad avere un permesso speciale di visita alle carceri londinesi, così da ottenere il risultato più realistico possibile nelle catene, nelle mura e nell’ambiente in cui il suo Claudio è recluso. O pensiamo che Millais trascorse mesi ad esaminare e poi dipingere tutte le varietà botaniche che ritroviamo nell’ambiente boschivo che fa da cornice alla morte di Ofelia, costringendo addirittura la modella a stare immersa per giorni nella vasca da bagno, facendola così ammalare, pur di cogliere e trasferire sulla tela l’effetto dei capelli sparsi nell’acqua, dell’abito bagnato aderente al suo corpo, l’attimo subito prima dello spirare.
Grandissima ed imprescindibile presenza nell’arte dei Preraffaelliti è costituita dalle donne, in tutte le loro “declinazioni” possibili; tutte le loro appartenenze sociali sono rappresentate e sono ispiratrici di amore e desiderio, così come recita il sottotitolo della mostra, gelosia, compassione, ammirazione, tenerezza, passione, malizia, senso materno; possono essere vestite di umili vesti o sontuosamente abbigliate ed ingioiellate, ma tutte hanno un fascino unico ed inconfondibile perché sin da subito ispirate ad un unico tipo di donna, dai lunghi e folti capelli rossi, carnagione chiarissima, labbra rosse e sensuali, dettato da quella Elisabeth Siddal che, pittrice anch’essa, poetessa e compagna di Dante Gabriel Rossetti, divenne la musa degli artisti della confraternita.
Un altro elemento di cui colpisce la costante presenza in questi quadri sono i fiori e gli elementi vegetali, ai quali viene sempre affidato un compito simbolico oltre che decorativo: il papavero è simbolo di morte, la margherita di purezza e innocenza, così come la rosa rosa, l’edera di amore eterno, il salice del lutto e del pianto, e così via, secondo un “codice” di gran moda all’epoca e ben conosciuto da uomini e donne per intrecciare dialoghi, diciamo così, silenziosi…
Nel 1853 la Confraternita si scioglie; i suoi componenti prendono strade diverse, pur rimanendo fedeli ai propri ideali e riuscendo, oltre la fine del sodalizio, ad acquisire successo e ricchezza. Nell’arco di soli 5 anni si è sviluppata l’esperienza di questo straordinario gruppo di artisti ma ha lasciato un segno indelebile, che oggi ci attrae e ci affascina per la sua grande modernità.
Si ringrazia l’Ufficio Stampa della mostra per la sua valida collaborazione.
Un ringraziamento particolare va a “Milanoguida”, l’organizzazione che, avvalendosi di guide certificate e preparatissime, consente di accostarsi, attraverso visite guidate a mostre e siti di interesse culturale, artistico e storico, ad argomenti, tematiche e luoghi che divengono, grazie a loro, molto più facilmente fruibili a tutti e spunto prezioso per approfondimenti successivi.
Margherita Canzi